Fino al secolo XV la città ospitò un'importante comunità giudea che dette personaggi importanti come il poeta Yehudá Ha Leví, il filosofo Abraham Ibn Ezrá e il più celebre dei viaggiatori medievali, Benjamin de Tudela. Durante il secolo XII. la città si convertí in un ghetto più importante di quelli di Estella e di Pamplona. I loro integranti emersero in differenti professioni, ottenendo grande prestigio come medici dei re della Navarra.
IL GHETTO VETULA
Sembra che la popolazione giudea arrivi a Tudela attratta dal forte potere politico ed economico acquisito dalla città durante il secolo IX, appena dopo la sua fondazione islamica. Formarono un quartiere proprio vicino alla zona sud delle mura ed attualmente le edificazioni di questa zona ricordano le antiche case sefardite: costruzioni alte e strette, di mattoni crudi di terra e pabglia asciugata al sole e facciate rifinite con grondaie. In questo quartiere potrebbero essere esistite tre sinagoghe.
IL GHETTO NUOVO
Nell'anno 1170, il re della Navarra Sancho VI el Sabio (Sapiente), decreta il trasferimento della popolazione Vetula ad un nuovo luogo di residenza e necropoli all'interno delle mura del Castello e in questo modo rendere più agevole una miglior protezione.
Durante i secoli XIII e XIV c'è stato un ampliamento del quartiere dovuto all'aumento della popolazione. Dopo la riconquista, i mussulmani abbandonano la città e si situano in un quartiere fuori porta. Rimanendo così gran parte della città a disposizione dei nuovi colonizzatori cristiani e giudei. I giudei furono espulsi dalla Navarra nel 1498, per la quale questa zona rimase disabitata fino ai giorni nostri.